Questa volta le mie ricerche sui veicoli d’altri tempi si sono concentrate su un’auto veramente strana: la prima auto ad elica.
Parliamo della Leyat Helica, progettata dall’ingegnere francese Marcel Leyat.
Fu realizzata in 30 esemplari tra il 1913 ed il 1926, ma oggi sono rimasti solo 2 modelli originali, una versione aperta, che si trova al Museo delle Arti e Mestieri di Parigi, ed una versione chiusa di proprieta’ di un collezionista privato.
Una forma del tutto insolita, sembrava un goffo aereo senza ali.

Un design veramente particolare che subito mi ha fatto nascere la voglia di realizzarne il modellino (in scala 1/8 come sempre).
Come al solito il primo mese e’ stato dedicato alla ricerca di elementi documentali e fotografici tali da consentire la messa a punto di un progetto quanto piu’ completo possibile.
Le misure esterne sono state ricavate dai disegni allegati ai documenti depositati col brevetto.
Tali disegni riportavano in realta’ lo schema di una vettura a 3 ruote, 2 anteriori ed una posteriore, ma dopo la realizzazione dei primi modelli (siamo nel 1913) ci si rese conto che era eccessivamente instabile e quindi nel 1919 fu modificata e divento’ un modello a 4 ruote.


Tecnicamente era veramente assurda: il motore che muoveva l’elica non aveva alcun collegamento con le ruote. Il tutto era mosso solo dallo spostamento dell’aria generato dall’elica.

C’erano solo 2 freni a tamburo sulle ruote anteriori. Queste ultime non erano direzionali; per sterzare si sfruttava la coppia di ruote posteriori che ruotavano attorno ad un asse centrale verticale.
Tale rotazione era incredibilmente ottenuta attraverso un sistema di cavi incrociati e carrucole passanti collegati col volante (da brividi).
Le ruote erano a raggi, mentre le sospensioni erano costituite da due balestre anteriori e da un solo mollone centrale posteriori.


Il telaio era in legno e la carrozzeria era … in compensato!!!!
I sedili erano in pelle trapuntata retti da una leggera struttura in metallo dotata di 4 molle elicoidali che ne assicuravano il comfort (si fa per dire).

Il motore era un ABC Scorpion a 2 cilindri di circa 1000 cc con una potenza di circa 30 cavalli. Era un motore boxer di derivazione aeronautica a benzina e con questa motorizzazione si riusci’ a raggiungere la velocita’ di circa 170 Km/h, impensabile per le auto a motore dell’epoca.
Raggiungere simili velocita’ con un auto in compensato, con 2 soli freni ed un fragile controllo di direzione praticamente era quanto di piu’ insicuro ci potesse essere.

Il cofano anteriore consentiva l’accesso al rocchetto a strappo (!!!!!) di avvio del motore.
Il tetto era costituito da una sorta di tela supportata da una intelaiatura in legno.

Il modello che ho realizzato e’ la versione chiusa a 4 ruote del 1919 (quello appartenente alla collezione privata).

Per consentire di vedere la complessita’ della struttura portante, ho realizzato soltanto alcune parti della carrozzeria con finestrature e pannelli laterali rimovibili.
Tempi di realizzazione del modello: 4 mesi.
Alcune fasi della costruzione























